Cosa significa “Sentirsi a casa”

Cosa significa “Sentirsi a casa”

Tutti intuiamo che cosa significhi sentirsi a casa in quanto si tratta di una espressione comune. Ma facendo un passo avanti, che cosa significa invece non sentirsi a casa? Significa prima di tutto sentirsi spaesati (senza paese), sentirsi disorientati e senza punti di riferimento e di orientamento, in un contesto non congeniale. Chi è spaesato non sa dove si trova e non sa dove andare. Non sentirsi a casa significa anche sentirsi a disagio. Il disagio è quella sensazione che viviamo quando ci sentiamo scomodi, imbarazzati, quando ci sentiamo “di troppo”, quando non ci armonizziamo con il contesto (di relazioni umane o di ambienti). Al contrario sentirsi a casa significa avere pavimento ed orizzonte, potersi orientare e potersi muovere. Ci sentiamo a nostro agio quando entriamo in un contesto familiare e ambientale a noi conosciuto e piacevole. La casa è il luogo dal quale si parte e al quale si torna.

La casa deve adattarsi alla persona e la persona alla casa. In inglese è molto significativa la distinzione tra house (intesa come edificio) ed home (intesa nel senso affettivo di nucleo familiare), distinzione di due termini, che la nostra lingua riunisce. Sentirsi a casa significa vivere la relazione fatta di adattamenti, aggiustamenti, sistemazioni con l’obiettivo di “indossare” la casa come un abito. Abito e abitazione hanno la stessa radice. Anche “abitudine” ha la stessa radice.

La casa è il posto dove ci sentiamo a nostro agio, amati e protetti, dove ci sentiamo appunto, a casa.

“Casa” può significare molte cose per persone diverse. E’ il posto dove vivi, o i luoghi che ami. Ci sentiamo al sicuro e stiamo bene a casa, ma non tutti i posti sono uguali: è facile trovare un posto dove vivere, ma è difficile trovare una vera casa. Casa è dove conosci gli spazi abbastanza bene da riuscire a orientarti anche al buio. Non funziona poi molto diversamente dentro le persone. La casa rappresenta per ognuno di noi uno stato di benessere con sé e con l’esterno. I muri hanno il fondamentale significato di sicurezza fin dalla preistoria, quando i nostri antenati cercavano protezione e punti di riferimento.

Gli uomini primitivi iniziarono a “riempire” le loro “case” con segni e disegni che raccontavano la loro storia, testimoniando il grado di evoluzione personale e sociale che essi avevano raggiunto. Al significato di rifugio sicuro aggiunsero presto quello di spazio dove poter esprimere ciò che psichicamente era per loro più importante: le pareti delle caverne divennero espressione, narrazione, specchio dei contenuti affettivi, simbolici, comunitari e dunque riflesso del mondo interno ed esterno.

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