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Rispetto alle condizioni territoriali e ambientali nelle quali il progetto si inserisce, si può notare come siano collegati in maniera ideale il sito produttivo con terreni agricoli circostanti (orti, serre, giardini con piante officinali ), con forte differenziazione delle colture presenti, possibilità di attivare nuove coltivazioni grazie alla forte collaborazione con i proprietari delle aziende agricole attigue e quindi si possano attivare varie lavorazioni quali aiuto nella raccolta e cura delle piante (potatura, concimazione, trattamenti, pulizia filari, pulizia basi degli alberi, taglio verde e manutenzione/pulizia spazi comuni, ecc.), oltre a quelle proprie dell’attività produttiva di trasformazione alimentare delle marmellate (quindi attività legate alla sbucciatura della frutta, bollitura, preparazione e sanificazione degli involucri, imbottigliamento, pastorizzazione e imballaggio, gestione del magazzino e preparazione della commercializzazione). In questa attività, si prevedono possibilità di inserimento (con tipologie di strumenti diversificati, con tirocini e contratti di inserimento e contratti di lavoro) di circa una ventina di persone complessivamente, su più turni (mattina/pomeriggio), a seguito dell’organizzazione di un percorso formativo (organizzato secondo una logica congiunta con le altre realtà cooperative coinvolte nella progettualità) al quale potranno partecipare circa 30 persone. Le persone coinvolte nel progetto poi, su percorsi personalizzati, potrebbero trovare risposte abitative differenziate rispetto alle proprie scelte personali e necessità, presso le unità abitative ricavate attraverso la ristrutturazione degli ambienti già presenti all’interno dell’area. Si pensa quindi poi, allo sviluppo di una nuova modalità di marketing sociale di comunità, attraverso:

  • Ideazione e realizzazione condivisa di un brand sociale di territorio (sul modello di ciò che è stato sperimentato a Matera da “Panecotto” e a Milano dall’esperienza della “Cordata”), di un marchio che possa racchiudere cioè in una visione logica e strategica comune tutta la serie di prodotti realizzati da Cooperative sociali territoriali che si riconoscono nella progettualità;
  • Attivazione di una Bottega: si pensa alla possibilità di attivare un luogo fisico e virtuale, in cui vi sia la possibilità per i cittadini di accedere all’acquisto diretto dei prodotti.
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Una interessante e innovativa sperimentazione

Il progetto rappresenta una interessante sperimentazione in campo di innovazione sociale e di sussidiarietà circolare. Questo grazie alla presenza sia nel campo della progettazione dell’idea imprenditoriale, sia in quello della governance di una serie variegata di soggetti territoriali, coordinati dalla Fondazione di Partecipazione “Comunità Solidale Onlus”. Un esempio di economia civile che parte dall’ascolto dei bisogni realizzato a partire dal 2010 da parte del Comitato di Distretto Centro- Nord, con la collaborazione fondamentale del mondo della scuola e delle organizzazioni del terzo Settore e che procede sia all’interno dei lavori del Piano per il Benessere Sociale distrettuale, sia nei lavori di costruzione della Fondazione di Partecipazione e del Comunity Lab. All’interno di tale contesto si pone l’ideazione di un progetto di costruzione e attivazione di laboratori produttivi legati all’agricoltura sociale, collegati in maniera sinergica a soluzioni abitative differenziate rispetto alle esigenze di ciascuna persona accolta e di piccole dimensioni. L’idea che ne sta alla base a livello più strategico è quella di una domanda che conduce e governa l’offerta, di una realtà che opera attraverso una comunità che si auto-organizza e trova le risposte ai bisogni che diventano in questo modo esse stesse realtà imprenditoriali che si muovono in una logica multistakeholder nella quale sono differenziati gli attori e soggetti che partecipano (cooperatori, volontari, familiari, utenti, cittadini). Rispetto alle attività produttive, si prevede la realizzazione di quattro laboratori destinati alla lavorazione e trasformazione di:

  • frutta in marmellate, confetture e succhi di frutta;
  • altri prodotti alimentari (passate di pomodoro, sott’olio, sott’aceti, sughi, ecc..);
  • pasta fresca e conservata,
  • laboratorio artigianale per la produzione di oggetti diversi,

lavori che possano rappresentare – per le condizioni ambientali in cui è inserito e per la stessa tipologia produttiva – un ottimo punto per training formativo, inserimento lavorativo e lavoro per persone con disabilità e svantaggiate.

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Cosa significa “Sentirsi a casa” – 2

Non diversamente, oggi la casa è il luogo che meglio rappresenta la personalità di chi la abita, dalle sue parti più segrete e recondite a quelle condivise con gli altri. Oggi la casa non è più solo sicurezza, è espressione di sé, spazio vitale.

La casa rappresenta, quindi, equilibrio, sicurezza, solidità, radici, il luogo abitato dalle nostre tracce.

Si potrebbe fare il ritratto di una persona o di una famiglia, osservando con attenzione, la disposizione dei mobili, i quadri alle pareti, il numero e il tipo degli oggetti, i colori prescelti, l’ordine o il disordine, le parti maggiormente curate, gli odori ecc. Qualsiasi spazio viene “tracciato” da chi lo vive anche solo per un tempo limitato. In situazioni “estreme” (scelta, imposizione, necessità), è altrettanto importante che chi abita possa lasciare le proprie tracce.

Tutti gli spazi che ognuno abita diventano spazi di possesso perché, lasciando le proprie tracce, lo spazio resta segnato dalla nostra presenza, diventando quindi il nostro spazio. Sono le fotografie presenti nelle stanze; sono le piante, l’orologio a cucù, la sciarpa della squadra preferita; è il calendario, è la musica che ascoltiamo, è cucinare per qualcuno, è occuparsi di qualcosa, è tenere pulito; è una montagna di vestiti al centro della stanza.

Dunque la casa è sicurezza, è espressione di sé, ma è anche spazio vitale, da vivere soli o da imparare a condividere con qualcun altro. Cambiare casa rappresenta per ognuno di noi uno stravolgimento, che comporta una notevole trasformazione nella realtà della vita variando e destabilizzando i nostri punti di riferimento. Implica, anche e soprattutto, una rivoluzione nel proprio equilibrio interiore, che si modifica e si trasforma, conducendo sempre ad affrontare una fase nuova della vita. Capita quando ci trasferiamo per scelta, con entusiasmo; immaginiamo quindi cosa può essere chi non ha scelta o pensa di non avere scelta. Il bisogno di “Sentirsi a casa” diventa ancora più forte e si tratta di trovare un luogo con le caratteristiche della vera casa, un contesto vivente a cui sentiamo di appartenere, è una questione di identità.

La fiducia fino a quel momento riposta nella propria casa, va allora recuperata.

Nessuno sradicamento dalla propria vita abituale, nessun carattere istituzionalizzante dell’abitare, ma semplicemente un continuare a vivere “dopo di noi – dopo di voi” con l’esperienza di autonomia e di socializzazione maturata già “durante noi – durante voi”.

Va recuperata, in particolare, la realtà quotidiana, costituita in gran parte dalla “familiarità”, intesa come caratteristica sia affettiva che cognitiva.

Ognuno di noi si vuole sentire a casa propria in un mondo familiare, cioè conosciuto, prevedibile, rassicurante, non intaccato dall’inquietudine che accompagna ciò che è estraneo ed imprevisto. La conoscenza della vita quotidiana tende ad incorporare tutti gli eventi sconosciuti in schemi familiari riconducendo ciò è inquietante perché misterioso a fenomeni noti e quindi controllabili.

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La Coop. Sociale Integrazione Lavoro

Integrazione Lavoro nasce nel 1992.

Dal 1996 la Cooperativa ha diversificato la propria attività includendo progetti socio-educativi rivolti a persone con difficoltà psicofisiche; tali attività sono state progettate e si svolgono in stretta collaborazione con le Istituzioni, i Servizi e il Volontariato. Attualmente la Cooperativa gestisce le attività che si vanno sinteticamente ad elencare di seguito:

  • accompagnamento sociale per persone anziane e con disabilità – Progetto “MUOVERSI” E “GIUSEPPINA”: progetto per una mobilità accessibile destinati alla popolazione anziana ultrasettantacinquenne e alle persone con disabilità e con problemi legati alla mobilità;
  • Centro H-CAAD; Centro H – L’informahandicap di Ferrara ed il CAAD (Centro per l’Adattamento dell’Ambiente Domestico);
  • Servizi di accoglienza residenziale di piccole dimensioni: La Casa Famiglia di Baura, Il gruppo Appartamento – “La Villetta” , che si trova a pochi centinaia di metri dalla Casa Famiglia di Baura e il centro socio-occupazionale denominato “Fienile di Baura”.

Sede legale: Via Ungarelli 43 – 44122 Ferrara
Telefono: 0532/1940155
Sede operativa: Via Raffanello, 77 – 44123 Baura (FE)
Tel.0532.415379
Sito: www.integrazionelavoro.org
E-mail: info@integrazionelavoro.org

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La Fondazione Comunità Solidale ONLUS

Il 29 aprile 2015, alla presenza di un notaio, viene approvato un nuovo testo di statuto, che pur mantenendo gli scopi e gli obiettivi di fondo della Fondazione “Casa dello Spastico”, da origine alla Fondazione Comunità Solidale Onlus, si adegua alle nuove esigenze delle persone con disabilità, unitamente alle loro famiglie e si uniforma alle normative attuali (ONLUS), che permettono il loro raggiungimento. La Fondazione rappresenta uno strumento che coinvolge e coinvolgerà diversi soggetti della comunità, in un progetto comune di collaborazione per il perseguimento di importanti finalità di utilità sociale e di solidarietà sociale nei confronti di persone con disabilità fisiche e/o psichiche.
Comunità Solidale Onlus, prende vita dai genitori, dalle famiglie delle persone con disabilità, dalle stesse persone disabili e da una loro associazione, le quali non trovano risposte adeguate ai loro bisogni quotidiani nelle strutture pubbliche, settore pubblico oggi non più in grado di reperire nuove risorse umane e finanziarie per nuove progettualità in tema di strutture diurne e residenziali. In particolare, la Fondazione si propone ed opera per:

  • promuovere la qualità della vita delle persone con disabilità, attraverso la realizzazione di strutture residenziali caratterizzate da un ambiente simile a quello familiare, creare opportunità di lavoro, migliorare le condizioni di vita attraverso adeguate prestazioni socio-sanitarie, favorire l’aggregazione sociale, prevenire l’emarginazione. Tutte queste attività comportano l’impiego di risorse umane e finanziarie di non facile reperibilità sia nel settore pubblico sia in quello privato.
  • promuovere la cultura della donazione di risorse immobiliari, economico-finanziarie famigliari e non, per favorire la permanenza della persona con disabilità nella propria casa o in case appositamente individuate la cui fruibilità sia adeguata e funzionale alle diverse disabilità;
  • promuovere strumenti giuridici e metodi di approccio al mondo della disabilità tali da assicurare percorsi individualizzati di protezione sociale ed economica a favore di singole persone;
  • sviluppare sinergie e collaborazioni con organismi pubblici e privati, che ne condividano lo spirito e le finalità.

Sede della Comunità Solidale ONLUS: Via Labriola, 11 Ferrara
Cell. 366-8973199
Sito: www.fondazionecomunitasolidale.org
Email: segreteria@fondazionecomunitasolidale.org
Facebook: fb.com/FONDAZComunitaSolidaleONLUS

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Abbiamo bisogno anche di te!

La casa è un luogo dove l’anima può riposare, dove non sentirsi soli.

Civico77 Casa Famiglia di Baura (Ferrara) è un progetto dedicato alle persone con disabilità che coniuga “l’abitare” e “il lavorare”, in un contesto già vivo e di accoglienza.

Questa casa, al piano superiore, avrà una stanza doppia e quattro singole, cinque bagni, uno spazio per stare insieme tra ingresso comune, soggiorno, angolo cottura e pranzo, mentre al piano terra saranno allestiti diversi laboratori socio occupazionali. Andare incontro alle esigenze di chi vive questa Casa è il nostro obbiettivo.

Per realizzare questo sogno che sta nascendo mattone dopo mattone abbiamo anche bisogno di voi!

Il nostro sito www.civico77.org raccoglie fondi per questo.

Non importa se donate poco o tanto, importa che crediate in noi, in quello che facciamo, in questo sogno che sta diventando realtà!

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Cos’è Civico 77

Civico 77 è’ un progetto di Casa Famiglia (che si affianca all’attuale Casa Famiglia e Fienile) a Baura di Ferrara.
E’ un progetto di residenzialità e inserimento lavorativo per persone con disabilità. Cinque stanze, cinque bagni, spazi di convivenza collegati tra loro; il vecchio essiccatorio ristrutturato diventa “casa”.
Civico 77 è una casa che si adatta, anzi si “plasma” alle persone che la abitano, rendendo questo nucleo, il cuore del progetto. Civico 77 è un luogo dove abitare, stare bene, lavorare, creare e crescere. Un luogo dove sentirsi a proprio agio, che ispira fiducia nella vita, e nel futuro. Per realizzare questo sogno che sta nascendo, mattone dopo mattone, abbiamo anche bisogno di tutti voi.
Il prossimo obiettivo sono le camere da letto che hanno un costo di € 4.500,00
Il nostro sito www.civico77.org raccoglie fondi per questo tassello fondamentale. Non importa se donate poco o tanto, importa che crediate in noi, in quello che facciamo, in questo sogno che vuole diventare realtà!

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Sperimentare oggi per affrontare il domani

Negli ultimi anni, sempre di più emerge quanto sia importante e soprattutto efficace per una persona con disabilità (che nella maggior parte dei casi vive unicamente nel presente e fatica a vedersi nel futuro) poter sperimentare situazioni di vita “Oggi”, per poter fare esperienze che l’aiuteranno ad affrontare il “Domani”.
Il termine “Dopo” in questa ottica si osserva necessariamente da due punti di vista paralleli.
C’è un “dopo di NOI”, di cui si parla moltissimo, centrato sulle necessità delle famiglie di trovare soluzioni per i propri cari una volta che le stesse non potranno più occuparsene. Dall’altra parte c’è un “dopo di VOI”, che è il punto di vista delle persone con disabilità, che si trovano improvvisamente sole davanti a grossi e spesso dolorosi cambiamenti.
Questi due punti di vista, pur conducendo allo stesso risultato – una nuova situazione di vita – implicano: pensieri, vissuti, desideri, progetti ed emozioni molto diversi. E’ necessario quindi, per il benessere di tutte le parti coinvolte, creare un luogo in cui costruire un domani condiviso, e questo luogo è l’Oggi. Diventa indispensabile quindi creare sistemi dinamici, che consentano alle persone di sperimentare e provare vari ambiti: il lavorare, l’abitare, il socializzare, l’innamorarsi, il giocare…
Il progetto di Baura si rivolge a persone con disabilità limitata o nulla autonomia, in un contesto abitativo di civile abitazione, si prevede di ospitare cinque persone, di cui quattro in residenziale e una per momenti di sollievo e/o di emergenza.

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Cosa significa “Sentirsi a casa”

Tutti intuiamo che cosa significhi sentirsi a casa in quanto si tratta di una espressione comune. Ma facendo un passo avanti, che cosa significa invece non sentirsi a casa? Significa prima di tutto sentirsi spaesati (senza paese), sentirsi disorientati e senza punti di riferimento e di orientamento, in un contesto non congeniale. Chi è spaesato non sa dove si trova e non sa dove andare. Non sentirsi a casa significa anche sentirsi a disagio. Il disagio è quella sensazione che viviamo quando ci sentiamo scomodi, imbarazzati, quando ci sentiamo “di troppo”, quando non ci armonizziamo con il contesto (di relazioni umane o di ambienti). Al contrario sentirsi a casa significa avere pavimento ed orizzonte, potersi orientare e potersi muovere. Ci sentiamo a nostro agio quando entriamo in un contesto familiare e ambientale a noi conosciuto e piacevole. La casa è il luogo dal quale si parte e al quale si torna.

La casa deve adattarsi alla persona e la persona alla casa. In inglese è molto significativa la distinzione tra house (intesa come edificio) ed home (intesa nel senso affettivo di nucleo familiare), distinzione di due termini, che la nostra lingua riunisce. Sentirsi a casa significa vivere la relazione fatta di adattamenti, aggiustamenti, sistemazioni con l’obiettivo di “indossare” la casa come un abito. Abito e abitazione hanno la stessa radice. Anche “abitudine” ha la stessa radice.

La casa è il posto dove ci sentiamo a nostro agio, amati e protetti, dove ci sentiamo appunto, a casa.

“Casa” può significare molte cose per persone diverse. E’ il posto dove vivi, o i luoghi che ami. Ci sentiamo al sicuro e stiamo bene a casa, ma non tutti i posti sono uguali: è facile trovare un posto dove vivere, ma è difficile trovare una vera casa. Casa è dove conosci gli spazi abbastanza bene da riuscire a orientarti anche al buio. Non funziona poi molto diversamente dentro le persone. La casa rappresenta per ognuno di noi uno stato di benessere con sé e con l’esterno. I muri hanno il fondamentale significato di sicurezza fin dalla preistoria, quando i nostri antenati cercavano protezione e punti di riferimento.

Gli uomini primitivi iniziarono a “riempire” le loro “case” con segni e disegni che raccontavano la loro storia, testimoniando il grado di evoluzione personale e sociale che essi avevano raggiunto. Al significato di rifugio sicuro aggiunsero presto quello di spazio dove poter esprimere ciò che psichicamente era per loro più importante: le pareti delle caverne divennero espressione, narrazione, specchio dei contenuti affettivi, simbolici, comunitari e dunque riflesso del mondo interno ed esterno.

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