A Baura di Ferrara

PROGETTO DI RESIDENZIALITA’ E INSERIMENTO LAVORATIVO PER PERSONE CON DISABILITA’ MODELLO FAMILIARE E COMUNITARIO

Promuovere la qualità della vita delle persone con disabilità, farlo in un contesto famigliare, di comunità, di accoglienza e condivisione.

Sperimentare oggi per affrontare il domani

Negli ultimi anni, sempre di più emerge quanto sia importante e soprattutto efficace per una persona con disabilità (che nella maggior parte dei casi vive unicamente nel presente e fatica a vedersi nel futuro) poter sperimentare situazioni di vita “Oggi”, per poter fare esperienze che l’aiuteranno ad affrontare il “Domani”.
Il termine “Dopo” in questa ottica si osserva necessariamente da due punti di vista paralleli.
C’è un “dopo di NOI”, di cui si parla moltissimo, centrato sulle necessità delle famiglie di trovare soluzioni per i propri cari una volta che le stesse non potranno più occuparsene. Dall’altra parte c’è un “dopo di VOI”, che è il punto di vista delle persone con disabilità, che si trovano improvvisamente sole davanti a grossi e spesso dolorosi cambiamenti.
Questi due punti di vista, pur conducendo allo stesso risultato - una nuova situazione di vita - implicano: pensieri, vissuti, desideri, progetti ed emozioni molto diversi. E’ necessario quindi, per il benessere di tutte le parti coinvolte, creare un luogo in cui costruire un domani condiviso, e questo luogo è l’Oggi. Diventa indispensabile quindi creare sistemi dinamici, che consentano alle persone di sperimentare e provare vari ambiti: il lavorare, l’abitare, il socializzare, l’innamorarsi, il giocare… Il progetto di Baura si rivolge a persone con disabilità limitata o nulla autonomia, in un contesto abitativo di civile abitazione, si prevede di ospitare cinque persone, di cui quattro in residenziale e una per momenti di sollievo e/o di emergenza.

planimetria piano-terra-Civico77

Abitare

La realizzazione del progetto è rivolta al soddisfacimento dei seguenti bisogni:

  • famiglia-comunità per il “dopo di noi”;
  • realizzazione di periodi di residenzialità programmata a carattere socio-assistenziale;
  • sperimentazione di programmi di assistenza, anche in forma indiretta ed autogestita, per la vita indipendente delle persone non autosufficienti;
  • assistenza sociale a nuclei familiari non autosufficienti con disabili, per i quali si necessiti di soluzioni residenziali;
  • gestione di servizi sostitutivi della famiglia, per le situazioni di emergenza.
planimetria primo-piano-Civico77

Caratteristiche della residenza

La residenza si compone:

  • una stanza doppia e quattro singole, due delle quali binate e comunicanti attraverso il servizio igienico all'occorrenza, per situazioni genitore/figlio o similari;
  • i bagni sono cinque, di cui uno direttamente nella camera "doppia", tre fruibili dalle camere singole, ed uno a servizio del soggiorno e degli eventuali operatori/accompagnatori che possono trovare sistemazione nei divani letto del soggiorno stesso;
  • un bagno può ospitare una vasca ed il bagno adiacente una doccia di dimensioni 180x80;
  • uno spazio di convivenza, di circa 55 mq tra ingresso comune, soggiorno, cottura e pranzo;
  • uno spazio di guardaroba e ripostiglio nel corpo di collegamento tra le scale/ascensore e i laboratori;
  • la camera doppia nella posizione più prossima all'ingresso, dotandola di porta con larghezza apribile fino a 120 cm, per l'eventuale movimentazione di persone allettate per eventuale fase critica.
Raccolta fondi per il progetto Civico 77 casa famiglia

La casa e i suoi piani

A piano terra del fabbricato sono previsti:

  • quattro locati destinati a laboratori;
  • servizi e spogliatoi per n. 5 operatori di sesso maschile, e n. 5 operatrici di sesso femminile;
  • un deposito ed una cella frigo in adiacenza alla cucina, e in posizione prossima all'ingresso del carico scarico merci;
  • il nuovo corpo scale/ascensore (dimensionato per 12 persone, 900 kg, accessibile) oltre a determinare l'ingresso principale alla struttura e a distribuire i piani e le vie d'esodo, contiene anche spazi di ricovero attrezzi giardino (sottoscala) e la centrale termica con vani tecnici a servizio di entrambe i piani;
  • un marciapiede perimetrale di larghezza pari a 160 cm. permette la circuitazione accessibile dell'immobile. Il marciapiede è "passante" nella zona dell'ingresso, tra il corpo antico e quello di nuova costruzione.

La finalità del produrre

Finalità irrinunciabile è realizzare progetti di integrazione sociale attraverso percorsi di inserimento lavorativo per riscoprire una "cultura sociale" nella quale la persona con disabilità o a rischio di emarginazione, non sia vista soltanto in una ottica di cura e di assistenza, ma possa essere coinvolta in modo appropriato negli spazi produttivi e negli spazi di fruibilità delle risorse.

Alcuni laboratori previsti

Esterno:

  • cura del verde: aiuole, giardino, bosco alimentare, siepi, alberi ecc;
  • cura degli orti e della serra: zappettare, seminare, piantare, innaffiare, raccogliere ecc;
  • cura delle piante officinali;
  • raccolta della frutta.

Interno:

  • produzione e vendita pasta fresca;
  • trasformazione prodotti degli orti e della serra: passata di pomodoro, sottolio, sottaceto;
  • lavorazione delle erbe officinali: raccolta essiccazione, confezionamento per la vendita;
  • produzione di marmellate e succhi di frutta con frutta propria o derivante da contadini;
  • informatica e lavoro di ufficio;
  • lavori di piccolo artigianato: assemblaggio di materiali conferiti da terzi, lavorazione lana cardata ecc.

L’Agricoltura sociale

Una interessante e innovativa sperimentazione

Il progetto rappresenta una interessante sperimentazione in campo di innovazione sociale e di sussidiarietà circolare. Questo grazie alla presenza sia nel campo della progettazione dell’idea imprenditoriale, sia in quello della governance di una serie variegata di soggetti territoriali, coordinati dalla Fondazione di Partecipazione “Comunità Solidale Onlus”. Un esempio di economia civile che parte dall’ascolto dei bisogni realizzato a partire dal 2010 da parte del Comitato di Distretto Centro- Nord, con la collaborazione fondamentale del mondo della scuola e delle organizzazioni del terzo Settore e che procede sia all’interno dei lavori del Piano per il Benessere Sociale distrettuale, sia nei lavori di costruzione della Fondazione di Partecipazione e del Comunity Lab. All’interno di tale contesto si pone l’ideazione di un progetto di costruzione e attivazione di laboratori produttivi legati all’agricoltura sociale, collegati in maniera sinergica a soluzioni abitative differenziate rispetto alle esigenze di ciascuna persona accolta e di piccole dimensioni. L’idea che ne sta alla base a livello più strategico è quella di una domanda che conduce e governa l’offerta, di una realtà che opera attraverso una comunità che si auto-organizza e trova le risposte ai bisogni che diventano in questo modo esse stesse realtà imprenditoriali che si muovono in una logica multistakeholder nella quale sono differenziati gli attori e soggetti che partecipano (cooperatori, volontari, familiari, utenti, cittadini). Rispetto alle attività produttive, si prevede la realizzazione di quattro laboratori destinati alla lavorazione e trasformazione di:

  • frutta in marmellate, confetture e succhi di frutta;
  • altri prodotti alimentari (passate di pomodoro, sott'olio, sott'aceti, sughi, ecc..);
  • pasta fresca e conservata,
  • laboratorio artigianale per la produzione di oggetti diversi,

lavori che possano rappresentare – per le condizioni ambientali in cui è inserito e per la stessa tipologia produttiva – un ottimo punto per training formativo, inserimento lavorativo e lavoro per persone con disabilità e svantaggiate.

Rispetto alle condizioni territoriali e ambientali nelle quali il progetto si inserisce, si può notare come siano collegati in maniera ideale il sito produttivo con terreni agricoli circostanti (orti, serre, giardini con piante officinali ), con forte differenziazione delle colture presenti, possibilità di attivare nuove coltivazioni grazie alla forte collaborazione con i proprietari delle aziende agricole attigue e quindi si possano attivare varie lavorazioni quali aiuto nella raccolta e cura delle piante (potatura, concimazione, trattamenti, pulizia filari, pulizia basi degli alberi, taglio verde e manutenzione/pulizia spazi comuni, ecc.), oltre a quelle proprie dell’attività produttiva di trasformazione alimentare delle marmellate (quindi attività legate alla sbucciatura della frutta, bollitura, preparazione e sanificazione degli involucri, imbottigliamento, pastorizzazione e imballaggio, gestione del magazzino e preparazione della commercializzazione). In questa attività, si prevedono possibilità di inserimento (con tipologie di strumenti diversificati, con tirocini e contratti di inserimento e contratti di lavoro) di circa una ventina di persone complessivamente, su più turni (mattina/pomeriggio), a seguito dell’organizzazione di un percorso formativo (organizzato secondo una logica congiunta con le altre realtà cooperative coinvolte nella progettualità) al quale potranno partecipare circa 30 persone. Le persone coinvolte nel progetto poi, su percorsi personalizzati, potrebbero trovare risposte abitative differenziate rispetto alle proprie scelte personali e necessità, presso le unità abitative ricavate attraverso la ristrutturazione degli ambienti già presenti all’interno dell’area. Si pensa quindi poi, allo sviluppo di una nuova modalità di marketing sociale di comunità, attraverso:

  • Ideazione e realizzazione condivisa di un brand sociale di territorio (sul modello di ciò che è stato sperimentato a Matera da “Panecotto” e a Milano dall’esperienza della “Cordata”), di un marchio che possa racchiudere cioè in una visione logica e strategica comune tutta la serie di prodotti realizzati da Cooperative sociali territoriali che si riconoscono nella progettualità;
  • Attivazione di una Bottega: si pensa alla possibilità di attivare un luogo fisico e virtuale, in cui vi sia la possibilità per i cittadini di accedere all'acquisto diretto dei prodotti.